Andare dritti per la propria strada senza badare al mainstream ed alle mode; questo è l'imperativo della band di Austin che, seppur consapevoli di non aver inventato niente, ci propongono un lavoro ottimo nel suo genere, dove equilibrio e raffinatezza la fanno da padroni. E' passato quasi un anno dalla sua uscita ma all'ascolto Indigo Meadow odora sempre di nuovo.
Il filone della neo-psichedelia è, senza dubbio, il più prolifico negli ultimi 5-6 anni e i nostri ne fanno sicuramente parte, sin dagli esordi di Passover (2006) anche se in questa ultima fatica le cose sono un pò cambiate, soprattutto nella qualità del suono e della produzione tout-court. Echi di Doors, Velvet Underground, 13th Floor Elevators e via dicendo sono riconoscibili anche all'ascoltatore meno esperto, al quale potremmo anche inventare che i BA sono una band di 45 anni fà riscoperta adesso e uscita su un etichetta indipendente attenta al repertorio meno conosciuto.
IM è un bel disco, raffinato e duro allo stesso tempo, con momenti di psichedelia pura (Holand - I Hear Colours) e altri più duri (si fa per dire) come nella title track, Love Me Forever e Don't Play With Guns, dove le chitarre un pò surfeggianti sfoderano giri micidiali di 3 accordi e le tastiere doors-iane rifiniscono il momento forse più alto del lavoro. Altra parentesi di piacere lo ritroviamo in The Day (dove i riferimenti si sprecano) e la traccia di chiusura Black Isn't Black.
Nel complesso IM è un lavoro "concreto" senza fronzoli, tracce di 3 minuti (le lunghe jam strumentali sono lontane anni luce) e ben fatto; i BA non hanno paura di sbagliare e forse ci regalano, se non la migliore prova, sicuramente una perla in mezzo a tanta mediocrità. Non vi resta che ascoltarli. Sempre verdi.
Voto: 7
www.theblackangels.com

Nessun commento:
Posta un commento